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Ottobre 2020
Libraio

Diario editoriale #22: che sorpresa i più piccoli!

Scritto da: Ezio Quarantelli

Sono fresco di dati sull’andamento del mercato editoriale negli ultimi mesi. Messaggerie Libri – che è il nostro distributore e il più grande distributore italiano – ne ha sciorinati a non finire in un incontro avvenuto nei giorni scorsi. Sorprendentemente, le cose non sembrano andare troppo male, anche se si stanno verificando cambiamenti importanti nella struttura del commercio.

Il fenomeno più vistoso (e forse più gravido di conseguenze) è l’incremento verticale delle vendite online (essenzialmente di Amazon). Ne ho già parlato nel Diario di qualche settimana fa, basandomi soprattutto su dati nostri. Ora, però, questo trend è confermato da chi ha davvero le mani in pasta. In certi periodi e in certi segmenti, l’online vale quasi il 50% di ciò che si vende e si acquista.

Ci è stato però segnalato un altro fenomeno interessante e per molti imprevisto: se tutte le librerie fisiche vedono calare i propri ricavi, quelle che resistono meglio sono le più piccole!

Ciò è per certi versi sorprendente, ma, da altri punti di vista, facilmente comprensibile.

Nelle piccole librerie abita ancora un libraio, un vero libraio, che conosce il suo pubblico e ne anticipa i gusti, che spesso diventa amico dei suoi clienti e che cura la propria libreria (che presumibilmente ha costi ridotti) con l’attenzione meticolosa che dedicherebbe all’orto dietro casa.

Se volete leggere in proposito una storia istruttiva, godetevi il libro di Petra Hartlieb, La mia meravigliosa libreria: imparerete dalle sue pagine più che da mille chiacchiere accademiche.

Sempre più mi convinco che l’evoluzione del mercato e degli stili di vita, soprattutto dopo il lockdown e comunque in tempi di Covid, ci porti verso una drastica alternativa: da una parte la fredda ma inappuntabile efficienza dei servizi online, dall’altra un’offerta selezionata, accuratamente pensata per un certo pubblico e con un ampio contorno di servizi di varia natura (informazioni, incontri, corsi ecc. ecc.). Da una parte l’invisibile ma onnipresente e fornitissima libreria “virtuale” e dall’altra lo spazio piccolo, caldo e accogliente, in cui pochi libri sono stati scelti appositamente “per noi”.

Non rinasceranno le latterie (où sont les neiges d’antan?), un tipo di bottega scomparsa da molti anni dall’orizzonte della città in cui vivo, ma è possibile che fiorisca un nuovo commercio “di prossimità”, capace di raccogliere la sfida dei tempi nuovi.


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