
Diario editoriale #47: la giornata mondiale della Terra: le carte in tavola
Scritto da: Ezio Quarantelli
Oggi è la Giornata mondiale della Terra, ne parlano i giornali, le radio, le televisioni e pare che persino i Grandi (?) si apprestino, almeno in qualche caso, a varare politiche più sagge.
Sarò franco: a me non piace che il rispetto per il pianeta sia messo in relazione ai problemi determinati in un prossimo futuro dal riscaldamento globale. Non mi piace non tanto perché qualcuno mette ancora in dubbio l’esistenza di un rapporto stretto tra questo fenomeno e le attività dell’uomo, ma per una ragione più semplice: il rispetto per il pianeta che ci ospita e per tutti i suoi abitanti dovrebbe prescindere dal nostro immediato interesse e fondarsi piuttosto sulla consapevolezza della nostra piena, radicale appartenenza a un sistema di cui siamo forse i custodi, ma non i padroni. Sì, mi piace pensare che noi siamo i custodi del Creato (o come preferite chiamarlo), custodi attenti, rispettosi, amorevoli, tutti intesi a promuovere il bene di quella complessa, e ancora largamente sconosciuta, realtà che chiamiamo Natura (e non solo il nostro). Se non esistesse la minaccia del riscaldamento potremmo e dovremmo continuare a uccidere, a sfruttare, a inquinare? E se domani qualche ritrovato tecnologico minimizzasse i danni del riscaldamento globale potremmo e dovremmo riprendere a uccidere, a sfruttare, a inquinare? Io credo che l’umanità sia chiamata a un compito più alto, a una responsabilità più complessiva.
Bene, ora basta con le chiacchiere e veniamo ai fatti. Cosa fa Lindau per essere coerente con questo assunto?
Innanzitutto abbiamo cercato di disseminare nei vari nostri cataloghi libri che facciano riflettere su questi temi. Dovrei citarne molti, ma solo nel catalogo di Lindau ricorderò i libri di Wendell Berry, quelli di Maurizio Pallante, i libri di Pierre Rabhi o Cyril Dion, le discussioni di Joseph Beuys, diversi testi nella collana dedicata alla spiritualità… (ma come non citare almeno anche quelli di Cinzia Picchioni, presenti sotto vari marchi?). Molti altri testi sono per via o allo studio. Il nostro impegno in questa direzione vuole infatti essere crescente.
E poi… E poi molte scelte meno visibili, ma non meno importanti: la carta su cui sono stampati i nostri libri da molti anni è scelta con il criterio di ridurre quanto più è possibile l’impatto ambientale. Le tirature sono studiate in modo da ridurre gli sprechi (con un vantaggio, è ovvio, anche economico). In ufficio, cerchiamo di praticare un uso attento di tutto ciò che serve al nostro lavoro e abbiamo adottato una raccolta differenziata dei rifiuti (anche se il traguardo da raggiungere è la riduzione dei rifiuti!). Infine, vi posso anticipare che sono allo studio, e saranno avviate fra poco, alcune nuove iniziative: pianteremo un albero per ogni libro pubblicato e ci proponiamo altresì di contribuire alle molte iniziative di social farming che stanno nascendo nel nostro Paese.
Sono certo che i nostri lettori vorranno sostenerci su questa strada con idee e proposte (potete scrivere ad Alessandro Rosasco, che è il nostro responsabile per la “transizione ecologica”) e naturalmente acquistando e leggendo quei libri con i quali cerchiamo di capire e di far capire il futuro che ci aspetta e quello che vorremmo. Perché ciascuno deve fare la propria parte (come il colibrì del noto apologo), ma solo insieme potremo costruire un mondo migliore.