18
Febbraio 2021
Madame de Staël

Diario editoriale #38: Madame de Staël, la montagna e i topolini

Scritto da: Ezio Quarantelli

Sono da sempre un lettore appassionato di diari ed epistolari. Mi piace osservare la vita degli altri, e condividerla nella misura del possibile. Credo di avere imparato attraverso queste letture molto del poco che so.

Anche le biografie, per ragioni analoghe, mi appassionano e mi stupisco sempre che trovino in Italia pochi lettori (con rare e prevedibili eccezioni). Qualunque libreria inglese, anche piccola e periferica, riserva sempre uno spazio a questo antico genere letterario. Nelle nostre librerie, anche quelle importanti, quel poco che c’è è disseminato in diversi scaffali.

Una lettura recente, che ho fatto per lavoro, ha avuto per oggetto proprio una biografia, quella di Madame de Staël, scritta da Paola Giovetti e da pochi giorni in libreria.

Quando Paola me l’ha proposta, confesso che la De Staël era per me uno sbiadito ricordo liceale. La ricordavo animatrice di un salotto letterario e in qualche modo promotrice dell’ideale romantico. In questa biografia – rapida, ma completa e scritta davvero in punta di penna – ho incontrato una gran donna. Intelligente, libera, curiosa, spregiudicata, coraggiosa, capace di esercitare un intenso fascino (anche erotico) senza essere bella e di imporre la propria personalità negli ambienti più diversi ed esigenti. Capace di intimidire Napoleone (che la esiliò dalla Francia) e di attraversare l’Europa in tempi in cui i viaggi non erano né facili né privi di imprevisti. Certo, era molto ricca, e di ottima famiglia: suo padre, Jacques Necker, era stato ministro delle finanze di Luigi XVI. Ma quante donne ricche e di ottima famiglia, ai tempi suoi e in ogni tempo, hanno lasciato un segno così profondo?

Leggendo la sua storia e chiacchierandone con Paola, ho pensato ancora una volta a quante cose straordinarie sono state capaci di fare nel passato certe grandi personalità senza nessuno degli infiniti mezzi di cui oggi disponiamo. Senza computer e senza cellulari, senza treni ad alta velocità e senza aerei, senza Internet e senza Amazon. E vivendo in case scomode, esposti a mille rischi e a mille possibili contagi.

Madame de Staël è morta a cinquantun’anni. Oggi la si direbbe morta giovane, perché la vita media, nel nostro stanco e opulento Occidente, si è enormemente allungata. Eppure… Fatemi i nomi di qualche donna o qualche uomo, nostri contemporanei, a cui possiamo predire una fama postuma altrettanto lunga e meritata. Insomma, la montagna partorisce topolini. O mi sbaglio?


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