18
Marzo 2016
Il self-publishing per pubblicare una passione

Il self-publishing per pubblicare una passione

Scritto da: Ezio Quarantelli

Ho già raccontato quelle che sono a mio avviso le criticità del self-publishing e ora voglio segnalarne le potenzialità. 

Questa nuova modalità di stampa ci può permettere di realizzare facilmente delle microtirature di testi da diffondere, ad esempio, in piccole comunità di parenti, amici o conoscenti. Non tutto deve passare attraverso il mercato editoriale «ufficiale», ci sono produzioni private che tali devono rimanere. 

Se desideriamo offrire ai nostri famigliari una raccolta di ricordi e immagini per noi (e per loro) significativi, le piattaforme di self-publishing ci permettono di farlo a un prezzo moderato e con un risultato decoroso. Oppure: da sempre coltiviamo l’interesse per la poesia, la leggiamo, la studiamo e la... scriviamo, ben consapevoli di non essere poeti «professionisti», ma appassionati dilettanti. Attraverso il self-publishing possiamo offrire a parenti e amici una selezione di ciò che abbiamo scritto. 

È umano e apprezzabile il desiderio di condividere una qualche nostra produzione con chi ci circonda e da questo punto di vista il self-publishing è una risorsa.

Una cosa completamente diversa è usarlo come anticamera di una pubblicazione editoriale con tutti i crismi, o addirittura come sfida: poiché nessuno mi capisce e apprezza, allora…
Questa è una pratica velleitaria che in genere non porta da nessuna parte (e non vale citare il caso del poeta famoso o dello scrittore divenuto celebre che hanno iniziato pubblicando a proprie spese ecc.: sono belle e curiose eccezioni, e non la regola).

Queste osservazioni nascondono una questione che per qualcuno sarà ovvia, ma per molti di certo non è tale: un conto è coltivare un interesse e una passione, un altro è farne un mestiere. Un conto è coltivare il giardino intorno a casa e un conto è fare il vivaista o il giardiniere. Nel mondo della cultura e della comunicazione le cose funzionano nella stessa maniera.
Forse tutti, con un po’ di impegno e di fortuna, possono scrivere un discreto articolo o abbozzare un piccolo racconto.
Fare il giornalista o lo scrittore è un altro paio di maniche.


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