11
Febbraio 2016
Libro in miniatura. Foto © slipstreamjc / Flickr

Distillati

Scritto da: Ezio Quarantelli

E così sono nati anche i libri distillati.

Dopo il Reader’s Digest, e soprattutto i «bignami» (chi non li ha usati, almeno una volta?), siamo arrivati ai libri… quintessenziali: solo ciò che serve, niente di superfluo, banditi i fronzoli o ciò che sembra tale.
Ma «serve» a che? Che cosa si può scartare in un buon libro?
Le descrizioni? Le, immagino apparenti, digressioni? 

Certe scene o certe storie che appaiono «di contorno»? Cos'altro? Forse un riassunto è più onesto, perché non vuole «sembrare» il libro.

Mi torna in mente una battuta di Woody Allen. La cito a memoria: «Ho fatto un corso di lettura veloce e ho potuto leggere Guerra e pace in venti minuti. Parlava della Russia».


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